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Segheria Veneziana  “Siê da Fuce” - Paluzza

Segheria Veneziana “Siê da Fuce” - Paluzza

Loc. Casteons Comune di Paluzza

Foto Museo

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Il corso dell’Alto Bût è stato sfruttato sin da tempi remotissimi per far muovere i numerosi opifici idraulici posti lungo le sue sponde e per il trasporto di grandissime quantità di legname in periodi di piene. Documenti di tali attività risalgono al 1200.

Nel XVIII secolo, quando i boschi carnici divennero una risorsa fondamentale per la costruzione dell’arsenale della Serenissima Repubblica di Venezia, il numero di segherie crebbe notevolmente. Il primo documento inerente la segheria “Siê da Fuce” risale al 14 maggio 1651.

La segheria, ormai non più in attività, è stata restaurata e mantiene ancora oggi le caratteristiche dell’antica segheria. La costruzione appare come una grande tettoia a capriate di legno sostenuta da lunghe travi poggianti su dei pilastri squadrati di tufo. La copertura è costituita da tegole. Si sviluppa longitudinalmente su una sponda del canale per una lunghezza di circa 13 metri ed è costruita solo parzialmente in muratura. La struttura su due piani è così suddivisa: nel piano interrato si trovano gli ingranaggi per la lavorazione, al piano terra invece trovano posto la sega veneziana, la sega circolare, il carro ed è il luogo preposto alla lavorazione. Sono stati conservati anche il focolare che serviva al segantino per riscaldarsi e per riscaldare il cibo durante la stagione fredda e in testa alla tettoia la stanza in muratura adibita a sua abitazione.

Non essendo sempre facile avere un corso d’acqua sufficiente per alimentare la ruota motrice che faceva muovere gli ingranaggi della sega vennero costruiti dei canali artificiali: le rogge. In questo caso la roggia partiva dalla stretta di Enfretors sotto la torre Moscarda e convogliava le acque del Bût discendendo fra l’antico Borgo dei fabbri e quindi percorrendo tutta la campagna di Casteons finendo poi nel torrente Pontaiba all’altezza di Paluzza.



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